Da dove comincio?!

é bene cominciare questa storia dall’inizio, ovvero trasferiamoci nella fantastica New York nel dicembre passato. Io e Chri avevamo deciso di festeggiare i dieci anni della nostra storia svenando le nostre finanze per andare a passare una settimana nella grande mela, proprio prima di Natale. E così a dicembre eccoci atterrare nell’ombelico del mondo, illuminati 24 ore su 24 dalle mille lucine, con un perenne sottofondo di musica natalizia in una città che è un mondo a sè stante. E fra i vari “jingle bells” mi sforzavo di non pensare per niente alla questione matrimonio, ma diciamolo la città non mi aiutava per nulla proprio. Breve parentesi: l’estate precedente avevo pensato e sperato che il mio morosino mi facesse la fatidica proposta proprio a NY, ma il pensiero era andato sfumandosi con gli impegni della mia scuola e le gabole familiari, quindi durante la vacanza la parolina matrimonio era più un dolce pensiero rinviato a non si sa quando. Ma torniamo alla città e ai suoi segnali discreti.
Arriviamo di sabato, e la sera stessa andiamo a vedere l’albero super illuminato, la pista di ghiaccio, e saliamo al Top of the Rock. visto il panorama mozzafiato, scendiamo nella piccola boutique di souvenir e mentre ammiro i poster vari, una coppia si apparta dietro di me e comincia a chiamare a tutti i parenti possibili per annunciare il loro matrimonio. Cerco di scappare, ma non riesco a non sentire cose del tipo “mamma Tim me l’ha chiesto!!.. davvero!… certo che ho detto di sì…”
Primo giorno a NY, è domenica e si va a vedere una partita di basket, siamo al Madison Square Garden durante la pausa appare sul tabellone centrale la frase ” Mary will you marry me?”. Davvero, come nei film, non ci potevo credere, le telecamere seguono il fidanzato estremamente coraggioso e lo inquadrano mentre inginocchiato attende il sì..che arriva. Bacio, abbraccio e scroscio di applausi, non vorrei mai una cosa del genere, il mio concetto di romanticismo a poco a che vedere con un hotdog lungo 30 cm, pompom girls e un pubblico di 10’000 persone.
Fatto sta che sono già alla seconda proposta. Martedì, e qui potete dirlo che me la sono andata a cercare, andiamo da Tiffany. Il pacchettino azzurro negli states ha mooolto a che vedere con una proposta imminente. Ma io vado ignara ed ingenua e varco le porte del paradiso, perchè diciamolo: Tiffany is a girl’s best friend. Incredibile ma vero, nella gioielleria dove il mio mito era solito fare colazione, non compro nulla, ma decidiamo di fare un giro turistico anche al livello diamanti e fedi. E lì naturalmente, più di una coppia stava scegliendo con gli occhietti lucidi le proprie fedi o l’anello di fidanzamento più bello.

Ma per me nessuna sorpresa o acquisto pazzesco e quindi ogni debole speranza è persa per sempre.

Com’è? avete perso le speranze anche voi in un lieto fine?

Siamo a mercoledì 10 dicembre, arriva sera e andiamo a vedere un musical a Broadway! il divertentissimo Wicked. Finito lo spettacolo Chri mi trascina alla pista di pattinaggio. Ero stanca, come lo si può essere dopo tre giorni di maratona, meno vestita del solito perchè il teatro era vicino all’hotel e completamente in panico davanti all’idea di dover pattinare!!! Quando Chri mi porta proprio sulla balustra, mi ci attacco e non so come faccio a trattenermi dal gridare aiuto. Infrango il sogno di Chri di pattinare insieme sulla pista più romantica del mondo, ma evito un ulcera perforante. Sventato il pericolo pattini, Chri non demorde e mi chiede di andare sul ponte di Brooklyn di notte. Fra me e me penso, ma che si è fumato??, ma non posso deluderlo ancora e mi ritrovo su un taxi guidato da un sikh con turbante. Finalmente siamo al centro del ponte, praticamente soli, e le luci e i colori ed il cielo mi fanno scordare il freddo. Scocca la mezzanotte, è l’11!! ci facciamo gli auguri e Christian..si inginocchia..tira fuori una scatolina mentre io dico isterica MA COSA STAI FACENDO?! e mi chiede “mi vuoi sposare?”

sì,.. sto piangendo ancora ora mentre lo scrivo.
è stato bellissimo, un’emozione fortissima, gli issimi sono dovuti per questo momento. Piangevo come una fontana, e anche il mio novello fidanzato si era commosso. Penso che quelli che ci vedevano pensavano che ci era successa una disgrazia. Il mio pianto non era esattamente dolce, romantico e sommesso diciamo…

due parole: CHE BELLO.
e ora NY grazie a Chri è diventata una città speciale per noi, e per me che guardo un film solo perchè ci è ambientato.

e così tutto ebbe inizio..

b.

 

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